Domande Frequenti

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In linea generale, ecco quali sono i passaggi necessari affinchè un risarcimento venga liquidato:

  • Invio, da parte del danneggiato, della documentazione necessaria all’apertura del sinistro: modulo di constatazione amichevole o scambio di generalità delle autorità intervenute, dati dei due veicoli e dei rispettivi proprietari e conducenti, referti di pronto soccorso degli eventuali feriti, codice fiscale, indicazione della professione e del reddito.
  • A seguito dalla ricezione della documentazione completa, i nostri esperti predispongono la richiesta danni e la inviano per raccomandata con ricevuta di ritorno alla compagnia assicurativa. Se necessario si mettono in contatto telefonicamente con il danneggiato per informazioni e aggiornamenti.
  • La compagnia assicurativa, ricevuta la richiesta, apre una posizione sinistro, incarica un liquidatore e nomina un perito.
  • Il veicolo viene periziato e si procede alla trattazione e liquidazione del danno al mezzo.
  • Per le lesioni, una volta terminate le cure mediche, viene prodotto alla compagnia assicurativa un “certificato di chiusura infortunio con eventuali postumi stabilizzati da valutarsi in sede medico legale”. Con questo certificato si ottiene l’incarico del medico legale e ci si sottopone alla visita. Terminate le visite si procede alla trattazione e liquidazione dei danni fisici e delle spese mediche sostenute.

Chi è inviato dal proprio datore di lavoro in un altro paese, resta assicurato secondo la legislazione del paese di origine, se soddisfa le condizioni previste per i lavoratori distaccati. Queste comportano la possibilità di lavorare all’estero fino ad un massimo di 24 mesi per conto di un datore di lavoro che ha sede nel paese di origine. Prima della partenza occorre farsi rilasciare un documento A1 che certifica il fatto che si rientra nella legislazione del paese di origine. Spetta al datore di lavoro dichiarare la situazione del lavoratore distaccato all’ente previdenziale competente.

La rivalsa del datore di lavoro è una possibilità spesso ignorata dalle aziende per rientrare dei danni subiti in seguito all’assenza dal posto di lavoro di un dipendente coinvolto in un incidente causato da terzi.

Innanzitutto il danno biologico. L’indirizzo giurisprudenziale prevalente è quello secondo cui si deve considerare tutelabile e risarcibile ogni danno di natura non patrimoniale, indipendentemente dalla prova della sussistenza di un reato, per inadempimenti contrattuali o extracontrattuali che abbiano, comunque, provocato la violazione del fondamentale diritto alla salute, garantito, come è noto, dall’art. 32 della nostra carta costituzionale (cfr. Corte Costituzionale n. 372/1994: “il danno biologico è sempre presente nel caso di lesione e non occorre alcuna prova del bene giuridico salute”).

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