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Guide · Incidente stradale · 6 min di lettura

L'assicurazione offre poco? Come ottenere il giusto

Incassare l'offerta come acconto, far rifare i conti a un medico legale di parte e non firmare mai a saldo: così si ottiene la differenza.

L'offerta dell'assicurazione è arrivata e ti sembra bassa? Quasi certamente lo è. La prima proposta nasce dai conteggi del perito e del medico fiduciario della compagnia, che lavorano per lei, e punta a chiudere la pratica in fretta e al minimo. Ma quell'offerta non è una strada chiusa: puoi incassarla senza rinunciare a nulla e chiedere il resto. Vediamo come.

Perché la prima offerta è quasi sempre al ribasso

La compagnia liquida sulla base dei documenti che ha in mano, valutati dai suoi fiduciari. Se i giorni di inabilità sono stati contati al ribasso, se i postumi permanenti non sono stati riconosciuti o se manca il danno patrimoniale, l'offerta semplicemente li ignora. Succede spesso con le lesioni difficili da vedere, come il colpo di frusta, e ogni volta che l'offerta arriva prima della fine delle cure, quando il danno non è ancora stabilizzato.

Puoi incassarla come acconto, senza chiudere la pratica

È il punto che pochi conoscono. La somma offerta ai sensi dell'art. 148 del codice delle assicurazioni può essere accettata "in acconto": la incassi subito e conservi per intero il diritto di chiedere la differenza. Quello che conta è come rispondi: va dichiarato per iscritto che accetti la somma a titolo di acconto sul maggior dovuto, senza firmare nulla che suoni come accettazione definitiva. Così respiri economicamente mentre la pratica prosegue.

La contro-perizia medico-legale che cambia i numeri

La distanza tra l'offerta e il giusto si gioca quasi sempre sulla valutazione medica: punti di invalidità, giorni di inabilità, personalizzazione del danno. Un medico legale di parte riesamina la documentazione, ti visita e redige una perizia indipendente, che spesso descrive un danno diverso da quello riconosciuto dal fiduciario della compagnia. Con quella perizia in mano la trattativa riparte su basi nuove. Per farti un'idea dei valori di legge puoi usare il calcolatore per lesione.

Cosa non firmare mai

  • ✓La quietanza "a saldo e stralcio" o "a totale tacitazione": chiude la pratica per sempre, anche se emergono postumi in seguito
  • ✓Una transazione definitiva prima della stabilizzazione dei postumi: il danno reale non è ancora misurabile
  • ✓Rinunce ad azioni future, in qualsiasi forma siano scritte
  • ✓Qualsiasi documento che non ti è chiaro fino in fondo: prima fallo leggere a chi lavora per te, non per la compagnia

Se l'offerta non arriva nei termini

La compagnia deve formulare un'offerta, o negare motivando, entro termini precisi: 60 giorni per i soli danni alle cose, che scendono a 30 se la constatazione amichevole è firmata da entrambi i conducenti, e 90 giorni quando ci sono lesioni. Se i termini scadono senza risposta, o con un diniego generico, la posizione della compagnia si indebolisce e si aprono strade ulteriori, fino al giudizio. Il silenzio non è mai un buon motivo per lasciar perdere.

Come interveniamo noi

Riprendiamo la pratica dal punto in cui si è fermata: il nostro medico legale rivaluta il danno, presentiamo la richiesta con i conteggi corretti e trattiamo con la compagnia. Se l'offerta resta inadeguata, andiamo in giudizio a nostre spese. Tu non anticipi nulla, nemmeno le spese mediche e peritali: il compenso è concordato prima, in trasparenza, ed è dovuto solo a risarcimento ottenuto. Il percorso completo è descritto nella pagina dedicata all'incidente stradale; se invece la pratica è appena iniziata, parti dalla guida completa.

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