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La tua malattia viene dal lavoro? Scoprilo in 30 secondi

Schiena, ginocchia, spalle, mani, udito: anni di lavoro pesante lasciano il segno, e spesso l'INAIL lo riconosce. Quattro domande per capire se il tuo caso vale una verifica.

Passo 1 di 530 secondi

Che lavoro fai, o hai fatto più a lungo?

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Come funziona la domanda, in pratica

Si parte dalla diagnosi e dalla storia lavorativa: il certificato medico con l’ipotesi del collegamento col lavoro, poi la denuncia di malattia professionale all’INAIL. Da lì si apre l’istruttoria: nella nostra esperienza servono alcuni mesi, in genere intorno ai cinque, durante i quali l’INAIL raccoglie informazioni anche dal datore di lavoro. Per gli artigiani il percorso è un po’ diverso, perché datore e lavoratore coincidono: ti guidiamo noi passo per passo.

Alla fine arriva la visita medico-legale: ci si presenta con il fascicolo completo, ed è lì che si decide il grado. Quando tutto è documentato bene, il provvedimento con quanto l’INAIL riconosce può arrivare in pochi giorni. E l’indennizzo INAIL non è necessariamente la fine: se il datore non ha protetto la salute come doveva, la parte di danno che resta fuori si può chiedere a parte.

Cosa stima questo strumento

La compatibilità del tuo profilo con le malattie professionali che l’INAIL riconosce più spesso, e l’ordine di grandezza economico delle pratiche simili che seguiamo, tra indennizzo e danno differenziale.

Cosa non è

Non è un calcolo tabellare né una valutazione medica: il valore vero dipende dal grado riconosciuto alla visita medico-legale e dalla tua storia contributiva. Le forbici mostrate vengono dall’esperienza, non dalle tabelle di legge.

Nota legale

Per l’INAIL conta il grado: sotto il 6% nessun indennizzo del danno biologico, dal 6% al 15% un capitale una tantum, dal 16% la rendita. La valutazione del tuo caso concreto è gratuita e senza impegno.