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Guide · Infortunio sul lavoro · 7 min di lettura

Ipoacusia da rumore: indennizzo INAIL e risarcimento

Anni di rumore lasciano il segno sull'udito. L'ipoacusia è tabellata: il nesso col lavoro si presume. Ecco come far valere i tuoi diritti.

L'ipoacusia da rumore è tra le malattie professionali più diffuse in Italia. Non arriva con un incidente: si costruisce in anni di officina, cantiere o reparto, un turno dopo l'altro. Proprio per questo molti non la collegano al lavoro, o se ne accorgono quando sono già in pensione. La legge però la tutela, e meglio di quanto pensi.

Quando la sordità da lavoro è malattia professionale

L'ipoacusia da rumore è una patologia tabellata: per chi ha svolto le lavorazioni rumorose previste dalle tabelle INAIL, il nesso tra malattia e lavoro si presume. Non devi dimostrare tu che la sordità dipende dal rumore: è l'INAIL a dover provare il contrario. È una posizione di forza che conviene conoscere prima di presentare la domanda. Il quadro generale su patologie tabellate e non tabellate lo trovi nella pagina dedicata alla malattia professionale.

  • ✓Metalmeccanica: presse, torni, molatura, carpenteria metallica
  • ✓Edilizia e cantieri: demolizioni, martelli pneumatici, macchine operatrici
  • ✓Industria del legno e tessile: seghe, pialle, telai
  • ✓Altri contesti rumorosi: fonderie, cave, sale macchine, aeroporti

Se la tua lavorazione non rientra tra quelle tabellate, il diritto non sparisce: cambia la strategia, perché il nesso va dimostrato con una perizia medico-legale. Anche in questo caso la domanda si può costruire.

Come si accerta: esame audiometrico e storia lavorativa

L'accertamento poggia su due pilastri. Il primo è l'esame audiometrico: l'ipoacusia da rumore ha una curva caratteristica, che il medico sa distinguere dal calo uditivo legato all'età. Il secondo è la storia lavorativa: mansioni svolte, reparti, anni di esposizione, macchinari utilizzati. Mansionari, buste paga, inquadramenti e testimonianze dei colleghi servono a ricostruire l'esposizione reale, anno per anno.

La domanda INAIL passo per passo

  1. 1Fatti visitare e richiedi il certificato medico. Otorino o medico di fiducia: serve un certificato con la diagnosi di ipoacusia e l'ipotesi del nesso con il lavoro. L'esame audiometrico recente è la base di tutto.
  2. 2Presenta la denuncia di malattia professionale. Se lavori ancora, consegna il certificato al datore, che deve trasmettere la denuncia all'INAIL. Se sei in pensione o non lavori più, la domanda si presenta direttamente: ti assistiamo noi, oppure un patronato.
  3. 3Prepara la documentazione dell'esposizione. Storia lavorativa completa, mansionari, nomi dei colleghi che possono testimoniare: tutto ciò che prova gli anni passati nel rumore.
  4. 4Sostieni la visita medico-legale INAIL. L'INAIL ti convoca per la visita e gli accertamenti. Arrivarci con documentazione completa e una perizia di parte fa spesso la differenza sul grado riconosciuto.

Cosa riconosce l'INAIL

Se la malattia viene riconosciuta, l'INAIL indennizza il danno biologico: a seconda del grado accertato alla visita medico-legale, l'indennizzo può essere un capitale una tantum o una rendita. Non esiste una cifra standard: dipende dal grado riconosciuto e dalla situazione concreta. Attenzione però: l'indennizzo INAIL non è il risarcimento integrale del danno. Cosa copre e cosa lascia fuori lo spieghiamo nella guida all'infortunio sul lavoro e al danno differenziale.

Il danno differenziale: quando le protezioni mancavano

Il datore di lavoro deve valutare il rischio rumore, fornire gli otoprotettori, formare al loro uso e organizzare la sorveglianza sanitaria con controlli audiometrici periodici: sono obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e, più in generale, dall'art. 2087 del codice civile. Se nei tuoi anni di esposizione tappi e cuffie non c'erano, nessuno ti ha spiegato il rischio o le visite periodiche non si facevano, al datore si può chiedere la parte di danno che l'INAIL non copre. Per una prima idea del danno civilistico puoi partire dal calcolatore per lesione; la quantificazione vera arriva dalla perizia medico-legale sul tuo caso.

Vale anche per i pensionati

L'ipoacusia da rumore emerge nel tempo, spesso anni dopo la fine dell'esposizione. Per questo la prescrizione non decorre da quando lavoravi nel rumore, ma da quando la malattia si è manifestata e hai avuto consapevolezza del suo legame con il lavoro. In pratica: se l'otorino ti ha appena diagnosticato un'ipoacusia compatibile con i tuoi anni in fabbrica, i termini possono essere ancora aperti anche se sei in pensione da tempo. Non dare per chiuso il tuo caso senza una verifica.

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